Intel: Atom N2600 e N2800 su netbook

I primi prodotti, realizzati da ASUS, Acer, Lenovo, HP, Toshiba e Samsung, arriveranno sul mercato all’inizio del 2012 con prezzi compresi tra 199 e 399 dollari.

Intel ha annunciato ufficialmente la nuova piattaforma Cedar Trail a 32 nanometri, di cui fanno parte gli Atom N2600 e N2800 dedicati ai netbook.

Le prestazioni non variano di molto: da 1,6 a 1,86 GHz e stessa cache L2 (512 KB per ogni core), ma prevedono una GPU migliore con consumi inferiori.

La parte grafica è assolta dai chip Intel GMA 3600/3650 progettati da PowerVR con frequenza di clock pari a 400 MHz per l’Atom N2600 e 640 MHz per l’Atom N2800. Questo gli permette una decodifica hardware ad alta risoluzione: i nuovi Atom sono in grado di gestire flussi HD a 1080p, riducendo il carico sulla CPU.

Il consumo complessivo della piattaforma (processore + chipset NM10) è di 5 Watt per l’Atom N2600 e 8 Watt per l’Atom N2800, con un’autonomia dei netbook fino a 10 ore in funzionamento e una settimana in standby.

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Aumento dei prezzi degli hard disk per l’alluvione in Thailandia

 

In Thailandia a causa di una delle peggiori alluvioni mai avvenute, i produttori di componenti hanno subito ingenti danni. L’inondazione ha causato almeno 307 morti e danni stimati attorno ai 5 miliardi di dollari anche se la Thailandia non è nuova ad eventi naturali così intensi. Tuttavia questa volta il problema sta avendo un grande impatto sulla produzione di dischi rigidi.

La scorsa settimana Western Digital ha annunciato la chiusura degli impianti di produzione in Thailandia a causa delle grandi inondazioni. Inizialmente sembrava che le fabbriche fossero al sicuro ma durante il fine settimana le cose sono cambiate. Le strutture e le aree industriali al di fuori della capitale Bangkok sono stati inondate e sono stati registrati per un danno stimato in milioni di dollari per attrezzature danneggiate.

Abbiamo già avuto modo di leggere nelle scorse settimane come la produzione di macchine fotografiche digitali c’è stata rallentata notevolmente perché i maggiori produttori di fotocamere hanno fabbriche in Thailandia. Questo ci fa pensare a come, nonostante la globalizzazione, un evento naturale possa provocare dei disagi così marcati.

Considerando che Western Digital è al momento il più grande produttore di dischi rigidi al mondo e che circa il 60% dei volumi di produzione proviene da Thailandia, ci sono dei grossi problemi per l’approvvigionamento di hard disk. Anche se le strutture dovessero essere pulite in fretta per continuare la produzione è necessario recuperare e sostituire una gran fetta dei macchinari che sono stati danneggiati.

Invece la situazione per Seagate è completamente diversa: le fabbriche thailandesi funzionano a pieno regime dall’inizio del disastro e non è stata segnata nessun pericolo di alluvioni nelle zone di produzione. Questo non significa ovviamente che Seagate sia stata risparmiata perché a causa delle inondazione i ritardi subiti dalla catena delle forniture stanno diventando un collo di bottiglia. Ad esempio molti produttori di involucri e testine o altri materiali interni per dischi rigidi sono stati colpiti.

Questi problemi potrebbero avere un impatto anche su aziende minori che lavorano nel mercato degli hard disk come Samsung e Hitachi GST perché, probabilmente, molti componenti per la costruzione di dischi rigidi cominceranno a scarseggiare.

Visto che la produzione di dischi rigidi è stata colpita così pesantemente, questa situazione provocherà anche disagi per i consumatori. Quello che è successo è che i prezzi sono saliti e la disponibilità è stata limitata. Infatti alcuni rivenditori americani hanno iniziato a limitare il numero di unità che ogni cliente può acquistare e si prevede inoltre un rialzo dei prezzi; abbiamo già visto un aumento che va dal 15% al 30% negli ultimi giornate.

Questo problema non poteva arrivare in un momento peggiore perché fra un po’ inizierà il periodo attorno a Natale e come di consueto ci sarà un aumento dei prezzi. Neanche i dischi SSD non sono immuni da questa turbolenza perché quando i consumatori inizieranno a cercare alternative ai dischi rigidi potrebbero optare per queste nuove unità, con conseguente aumento del prezzo.

 

 

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